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Nell'anno 2017, ha preso vita una nuova esperienza in seno alla Koinonia Giovanni Battista: una casa di accoglienza per il recupero di persone affetta da varie dipendenze tra cui ad esempio: LUDOPATIA, SOSTANZE STUPEFACENTI, ALCOOL, DEPRESSIONE ECC.
Già da qualche anno lo Spirito Santo metteva nel cuore di molti di noi il desiderio e gli stimoli a realizzare una realtà che fosse "concretamente" rivolta a condividere tutto ciò che siamo ed abbiamo, la nostra Comunità e la nostra chiamata di Giovanni Battista.
In sostanza la nostra vita, insieme con i "poveri"... (e, del resto, c'è qualcuno tra noi che "veramente" non lo sia?
Se qualcuno di noi non avesse l'esperienza della propria povertà...allora sì, sarebbe povero davvero!).
L'occasione favorevole è giunta con l'offerta di questo luogo, operata dall'Avvocato Caterina Mele, che ha avuto in animo di donare la sua villa di famiglia, con tre ettari di terreno annesso, parzialmente piantato con un centinaio di ulivi e un piccolo vigneto, affinché sorgesse proprio una realtà di questo genere.
Così, spinti dall'audacia fiduciosa di cui P. Ricardo è maestro, vinti i dubbi e i timori iniziali, ci si è lanciati in questa nuova e straordinaria avventura battezzata "La mia casa" come eco della profezia di Camparmò.
In questo modo si è realizzato un sogno dormiente presente in seno alla comunità fin dalle sue origini: poter accogliere concretamente fratelli e sorelle bisognosi come del resto lo ha ricordato il Signore: "Camparmò sarà la mia Casa di preghiera: abiteranno con i miei vergini i miei poveri" (cfr. profezia di Camparmò).
I frutti non mancano, primizia delle grandi promesse del Signore: vediamo persone, con situazioni oggettivamente molto complicate, rifiorire e ricevere guarigione e speranza, rialzarsi e riprendere il cammino, fermamente decisi a trovare e gustare la gioia di vivere la libertà di essere ciò che sono: figli amatissimi e prediletti di un Padre che non li ha mai abbandonati, essendo rimasto in attesa di "scorgerli da lontano per corrergli incontro e gettargli le braccia al collo"!
Tutto questo però non è merito nostro, ma è grazie allo stile di vita comunitario, incentrato sulla preghiera di lode ed all'esperienza di accoglienza e di amicizia reciproca, nonostante (o forse "grazie") alle nostre difficoltà, ferite e povertà. Questo non lo abbiamo inventato noi, ma lo abbiamo ricevuto da tutti voi che siete la Koinonia e di come vivete il vangelo in mezzo a voi. Siamo e ci sentiamo parte di un "corpo", scelto e amato, dove abbiamo ricevuto in dono la fiducia e la forza per "sperare contro ogni speranza" e sperimentato la misericordia e la fedeltà irrevocabili di Dio nei nostri confronti.
Questa nuova esperienza sorge come un frutto squisito e maturo dell'amore koinonico. Non a caso non manca il continuo sostegno dei fratelli e sorelle dell'Oasi di Roma, in particolare di alcune famiglie che sono sempre presenti, quasi quotidianamente, nella casa e che condividono più sentitamente la stessa chiamata ad essere vicini "agli ultimi" e a mettere la propria vita con loro.

Grazie Signore Gesù, per averci nuovamente confermato che il Tuo piano di salvezza ha un paradigma solo e insopprimibile: INSIEME! Insieme al fratello e alla sorella, in loro, per loro, con loro, Tu ti manifesti e esprimi concretamente il tuo Amore!
 
 
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